Avete mal di schiena, disturbi alla vista o click mandibolari?


Con tutta probabilità il vostro è un problema di postura, che può essere risolto, se si interviene tempestivamente, chiedendo aiuto ad un posturologo. Secondo quanto emerso dal primo Convegno multidisciplinare sulla postura tenutosi a Roma nel 2010, un italiano su quattro ha dei problemi di postura, che si riflettono inevitabilmente sulla salute. E quando si parla di disturbi e dolori legati ad una postura scorretta non ci si riferisce solo all’apparato scheletrico e muscolare; certo i dolori alla schiena sono i più tipici, ma da una postura sbagliata possono derivare anche altri problemi: problemi alla vista, per esempio, che si presentano soprattutto nei bambini.
 
Di sicuro lo stile di vita del terzo millennio, fatto di ore su ore passate seduti davanti al pc, scarpe sbagliate e pesi da portare fa sì che il nostro corpo sia sottoposto a degli stress considerevoli, con i dolori alla colonna vertebrale, i disturbi alla vista e il torcicollo che ne possono derivare. Il mal di schiena, in particolare, può esplodere dall’accumularsi di diversi fattori: primi fra tutti la sedentarietà e la postura sbagliata, ai quali si possono aggiungere calzature non adeguate e pesi eccessivi portati durante l’arco della giornata. L’accumulo di tali fattori porta ad un’alterazione della curvatura fisiologica della colonna e ad una conseguente usura dei dischi intervertebrali, che si disidratano e collassano.


 
Molti potrebbero pensare che siano le donne ad avere i maggiori problemi, perché più portate a seguire i dettami della moda, che impone l’uso di maxibag e ballerine rasoterra o tacchi vertiginosi – non il massimo per la schiena – ma dall’ultimo congresso della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia è emerso che anche i maschietti adottano sempre di più dei comportamenti sbagliati per stare la passo con le ultime tendenze in materia di tecnologia. Circa due milioni di maschi italiani soffrono di mal di schiena, e parte delle cause sono da ricercare proprio negli accessori che molti uomini si portano appresso nell’arco della giornata. Oltre alle scarpe sbagliate e alla cattiva abitudine di molti uomini di tenere il portafoglio nella tasca posteriore anche quando guidano o rimangono seduti per molto tempo, sono anche gli oggetti hi-tech a causare dei problemi non indifferenti: computer portatili, iPad, smartphone, agende… tutti questi strumenti elettronici insieme possono arrivare a pesare anche sui 5 chili, quando il peso massimo consigliato da portare in spalla è 2 chili. Anche la maneggevolezza dei moderni netbook possono avere delle conseguenze negative, perché li si possono usare in tutte le posizioni, anche da sdraiati, mentre sarebbe meglio usarli da seduti, tenendo la schiena dritta e le spalle rilassate.


Ma quali sono le soluzioni che si possono adottare in caso di problemi alla schiena derivanti da una postura e da uno stile di vita sbagliati? Se non si trascura il problema e si interviene in modo tempestivo, si può ritornare a posture corrette, magari facendo degli esercizi di ginnastica posturale cervicale e dorsale e aumentando l’attività fisica. Una riabilitazione posturale globale, uno stile di vita più sano e una serie di piccoli accorgimenti (dalla posizione da adottare quando si sta seduti alla limitazione dei pesi che portiamo) possono infatti risolvere il problema del mal di schiena.

DENTISTA E METODICHE NON CONVENZIONALI


Negli ultimi decenni, nuove scoperte in ambito scientifico hanno creato nuove discipline, come la fisica quantistica, tramite esse si è cercato di capire come terapie quali: agopuntura, magnetoterapia, omeopatia etc., possano interagire con l’uomo. Questo assieme ad evidenze cliniche, ha portato i medici a rivalutare tali terapie, ma allo stesso tempo sta aprendo nuove frontiere a nuovi tipi di cure.

Essendo l’attività dell’odontoiatra un lavoro frustrante, dove i concetti base non possono essere applicati all’individuo senza tener presente l’individuo stesso, abbiamo cercato di avere una visione più completa del nostro paziente, questo ci ha portato a tener conto della postura del paziente e pertanto ad intraprendere studi che possano aiutarci in tale intento.

Per postura si intende la posizione del corpo nello spazio e la relativa relazione tra i suoi segmenti corporei.

La corretta postura altro non è che la posizione più idonea del nostro corpo nello spazio per attuare le funzioni antigravitarie con il minor dispendio energetico sia in dinamica che in statica; ad essa vengono a concorrere vari fattori (neurofisiologici, biomeccanici, emotivi, psicologici e relazionali).

Importanti sono i concetti di antigravità ed equilibrio che derivano da questa definizione, infatti la postura altro non è che il rapporto del corpo nei tre assi dello spazio e l’equilibrio va definito come il miglior rapporto tra il soggetto e l’ambiente circostante.

Ne deriva che il corpo, sia in statica che in dinamica, assume un equilibrio ottimale a seconda degli stimoli ambientali che riceve e del programma motorio che adotta.

La postura di un individuo è frutto del vissuto della persona stessa, determinato da stress, traumi fisici ed emotivi, posture professionali scorrette ripetute e mantenute nel tempo, respirazione scorretta, squilibri biochimici derivati da una scorretta alimentazione, ecc.. In base a ciò la postura dell’uomo è in costante e progressiva modificazione.

I fattori precedentemente elencati incidono a livello muscolare determinando un aumento dello stato di contrazione che si aggiunge al tono basale preesistente.

Gli effetti di tale contrazione muscolare si manifestano a livello articolare sotto forma di compressione, rotazione assiale e traslazione, determinando modificazioni della struttura scheletrica (scoliosi, iperlordosi, ipercifosi, valgismo e varismo delle ginocchia, ecc.).

La ricerca di informazioni e stimoli che possano spiegare come la postura sia influenzata da stimoli diversi, ci porta a valutare e salvaguardare il nostro Paziente in maniera olistica, ricercando e risolvendo, ove presenti, le dipendenze tra patologie della bocca e patologie in altri distretti dell’organismo, avvalendoci anche di metodiche non convenzionali quali kinesiologia, omeopatia ed agopuntura.

                                                                                                          Dott. Corrado G. De Matteis

 

ALLERGIE AI METALLI


Ogni giorno, e sempre di più, ci troviamo a combattere contro l’inquinamento e il contatto con sostanze tossiche che derivano dall’aria che respiriamo, dall’acqua che beviamo, e dal cibo che noi assumiamo. Ed è per questo che, quando andiamo dal medico, chiediamo qualcosa che non peggiori la situazione.
Cosi, dal dentista, quando ci affidiamo alle sue capacità professionali e tecnologiche, pretendiamo giustamente di avere da questi un lavoro protesico che ci garantisca di non aggiungere sostanze tossiche a quelle che già nostro malgrado siamo costretti a sopportare.
Le leghe metalliche usate per la costruzione delle protesi dentarie mobili ma sopratutto fisse, sono state concepite allo scopo di non nuocere all’organismo, ma purtroppo pur essendo vicine a questo traguardo, non lo hanno ancora raggiunto, spesso per esigenze dettate dall’uso cui sono destinate. Insieme all’Oro, base di queste leghe, sono associati altri componenti metallici come il Palladio, l’Indio, l’Iridio, il Gallio, l’Argento ed anche il Rame, che durante i processi di fusione della lega e di preparazione del manufatto protesico, sviluppano sia in superficie che in profondità OSSIDI che a contatto con la saliva e i tessuti parodontali (quelli che circondano i denti) rilasciano IONI metallici che possono esplicare azione tossica sia localmente che in tutto l’organismo.
Si possono facilmente ascrivere all’azione tossica locale fenomeni come: sanguinamento delle gengive, tatuaggi gengivali, afte, stomatiti, arrossamento della lingua, alterazioni del gusto, iperplasie gengivali associate a parodontiti croniche responsabili di riassorbimento osseo ed eccesiva produzione di placca, dovuta a ben 41 tipi di batteri diversi alcuni dei quali sono ritenuti responsabil di malattie cardiache e sono stati isolati talvolta anche in sede di infarto miocardico. Gli effetti sistemici invece possono manifestarsi in varie parti del corpo con allergie, eczemi, disturbi oftalmici, disturbi neurologici, patologie gastroenteriche, riniti, faringiti, acufeni e via dicendo sopratutto a contatto con oggetti di provenienza dall’industria orafa, come anelli, orecchini, collane, monili per il Piercing, adesso così di moda, ed altre cose.
Che cosa è che rende instabile una lega preziosa a base aurea e non, o  a base di titanio o altri componenti non preziosi ? 
Qual’è la causa che induce il rilascio degli ioni metallici nell’organismo ?
Il potenziale elettrochimico è una carica elettrica presente in tutti gli elementi metallici  e non.
In un cristallo di un elemento metallico è presente un insieme di ioni a carica positiva disposti secondo un regolare reticolo e circondati da un certo numero di elettroni liberi  a carica negativa che si muovono in tutto il reticolo cristallino.
Durante la lavorazione delle leghe, nel passaggio di stato, cioè durante la fusione per ottenere l’oggetto desiderato, premodellato in cera, la lega subisce alterazioni del reticolo cristallino rilasciando elettroni liberi,  per questo motivo la lega si trova in uno stato di agitazione magnetica, cioè  presenta un potenziale elettrochimico di una certa intensità che dà alla lega un alto grado di instabilità favorendo la formazione di ossidi.
Le leghe a base aurea sono quelle che attraverso un preciso trattamento termico sotto strato vetroso, possono essere stabilizzate eliminando il potenziale elettrochimico e di conseguenza la formazione degli ossidi.
Ricerche universitarie, hanno dimostrato mediante misurazioni del potenziale elettrochimico che il flusso di ioni che si genera tra metallo e tessuto organico, produce una differenza  di potenziale, la cui  minima presenza può considerarsi patologica.
La formazione di ossidi metallici delle leghe è responsabile della reazione di ionizzazione dei metalli verso i tessuti.
La risposta a queste problematiche è un prodotto che impiegato in laboratorio con uno specifico protocollo d’uso durante la lavorazione delle leghe metalliche preziose, impedisce la formazione di quegli OSSIDI responsabili di tutte quelle patologie che abbiamo elencato. Questo trattamento incide solo in piccola percentuale sul costo finale al paziente, ma garantisce che la sua protesi  dentaria non procuri danni alla sua salute ma solo MIGLIORAMENTO E SODDISFAZIONE.
E’ per questo che tutti coloro che soffrono di tali problematiche, e non solo questi, dovranno richiedere, a tutela della propria salute, solamente leghe preziose che non presentino nè possano produrre ossidi a contatto con i tessuti dell’organismo.
Da alcuni anni la Comunità Europea attraverso la direttiva 93/42 chiede obbligatoriamente ai produttori il rilascio al consumatore il certificato di conformità, nel quale sia dichiarata l’innocuità da danni volumetrici e tossici.
Adesso la possibilità esiste ed è giusto che venga assolutamente pretesa.
Le ricerche eseguite in centri a livello europeo, su provini di diverse leghe auree sottoposte a trattamento termico sotto strato vetroso  mediante un preciso protocollo di utilizzo, conprovano l’efficacia del prodotto.
Infatti le leghe così trattate dimostrano un’alto grado di resistenza alla corrosione, e all’ossidazione, avendo ridotto a zero il potenziale elettrochimico.
Sono stati condotti tests che comprovano l’ottimo legame tra metallo e ceramica, metallo e resina.
La grave e persistente problematica legata alla corrosione delle leghe di uso sanitario è stata oggetto di non poche discussioni e ricerche continue a livello internazionale, affrontata e pubblicata dal   ICFAM-CNR in internet http://rigel.icfam.ge.cnr.it/prog04.h    http://summa.intosquare.it/dentista/dm0796/01.htm  e da illustri ricercatori come il  Dr. MED. MARKUS GREWE     Specialista in Dermatologia Heinrich-Heine University Dusseldorf – Department of Dermatology – Moorenstraße 5 D-40225 Dü  
In relazione alla tossicità delle leghe metalliche preziose per uso odontoiatrico ed orafo: è stato richiesto al Consiglio Superiore della Sanità  un parere tecnico, e al  Ministro della Sanità un Provvedimento legislativo, e per conoscenza  è stata inviata nota informativa all’ Ordine dei Medici e degli Odontoiatri e A.N.D.I. Sede Centrale Roma,  Associazione per la promozione e la tutela della salute, a tutte la Associazioni a difesa del Consumatore, e alla Commissione Europea, Difensore Civico Nazionale.
Questo trattamento specifico  è un prodotto esclusivamente destinato agli operatori specializzati nella lavorazione o trasformazione delle leghe preziose.
A cura di: Rosario Muto Odontotecnico Consulente scientifico del dentale Consulente Tecnico d’Ufficio dei Giudici Civili di Prato C.T.U. n. 893.

E-mail: rosario.muto@odontotecnicanaturale.it  web site: www.ttsvgel.it  www.odontotecnicanaturale.it

Trattamento di inertizzazione di leghe in odontoiatria


Per chi non l’avesse ancora capito, non esistono  leghe dentali bioinerti dopo la manipolazione in laboratorio odontotecnico, è  solo una mera illusione o un’ ipocrisia belle e buona, solo dopo un trattamento termico protetto diviene possibile.

“TTSVGEL = trattamento di inertizzazione cinetica sotto strato vetroso di un oggetto in lega nobile / preziosa”, degassificazione e stabilizzazione totale fisica di un reticolo cristallino.

Qual è l’interesse di questo protocollo?

Quali sono i vantaggi?

Perché solo su leghe nobili e preziose?

Perché non su leghe vili (titanio e cromo-cobalto)?

Noi tutti sappiamo che alla base del creato, del nostro creato, ci sono  i tre famosi elementi (ossigeno, idrogeno e carbonio) altamente indispensabili ma nello stesso tempo instabili per natura, uno di questi purtroppo l’ossigeno è l’elemento interferente nella materia, in particolare nei materiali dentali,  altamente interferente nelle leghe metalliche per la costruzione dei dispositivi protesici e oggettistica qualunque.

Purtroppo per un fattore naturale, per un fattore produttivo industriale, per un fattore produttivo artigianale lo ritroviamo coinvolto nell’interno del reticolo cristallino, interposto tra ogni elemento, elemento  che oltre ad interferire elettronicamente con il nucleo centrale sovraccaricandolo elettronicamente, destabilizza e permette gli altri elementi di composizione atomica di raggiungere  le orbitali più esterne con cessione di elettroni, quindi rendendo una continua agitazione elettromagnetica (con interferenze elettriche), e responsabili di continue reazioni di ossidazioni.

Ma la cosa ancor più preoccupante sono una marea di reazioni chimiche che intercorrono quando questi materiali metallici instabili, in convivenza con sostanze elettrolitiche biologiche (saliva e sangue) altamente ossidanti, divengono altamente solubili, rilasciando ioni metallici e interferendo elettrobiologicamente su tutto il sistema uomo, responsabili di reazioni chimiche e attivando tutta una serie di patologie e malattie autoimmuni.

Non dimentichiamo le tante problematiche operative tecniche, estetiche e di resistenza, molte volte ci ritroviamo davanti a dei problemi come il distacco della ceramica di rivestimento estetico, frattura di ponti, bolle nella ceramica, poca vitalità estetica, poca translucenza, poca resistenza etc.

Qual è il principale interesse di questo protocollo?

Il trattamento di inertizzazione cinetica sotto strato vetroso, prevede una stabilizzazione ed una compressione atomica del reticolo cristallino, un metodo unico che permette la completa degassificazione attraverso la copertura totale con una pellicola protettiva (TTSVGEL) in modo da permettere la completa disintegrazione dei gas dal loro interno, che poi successivamente rimossa.

Quali sono i vantaggi?

Non avendo più gas nell’interno del reticolo cristallino, oltre alla stabilità ed un aumento della elasticità della lega stessa, si ha una struttura metallica pura chiara, senza ossidi, una copertura con sinterizzazione totale dell’opaco ed un colore molto più affidabile, una sinterizzazione completa della ceramica, una translucenza nettamente superiore, una vitalità naturale etc.

Perché solo su leghe nobili e preziose?

Le leghe nobili e preziose a basso e ad alto punto di fusione hanno una loro morfologia, una propria forza di coesione e una loro reazione solo ad alta temperatura e per loro gli ossidi sono elementi inquinanti per  se stessi.

E solo per le leghe nobili la degassificazione ha un senso, un successo ed un valore bio-qualitativo.

Perché non lo si può fare su leghe vili (titanio o cromo-cobalto)?

Le leghe non nobili cosiddette vili, hanno una loro morfologia, una propria forza di coesione e una loro reazione in primo luogo a bassa temperatura, lascio immaginare ad alta temperatura, per loro gli ossidi sono elementi determinanti per il loro tipo di coesione (leghe con legame a ponte di ossigeno), tant’è che non devono essere assolutamente esposti ad alte temperature.

Queste leghe non sono adatte a nessun dispositivo protesico, sono altamente tossiche.

Cordialmente Rosario Muto

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E-mail: rosario.muto@odontotecnicanaturale.it web site: www.ttsvgel.it

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PROBLEMI DI POSTURA?


La postura è la spia del benessere psico-fisico della persona.

Una persona sana ha un buon assetto: dolori, fastidi, tensioni muscolari possono portarci ad assumere una postura diversa da quella ideale.

Alcune persone manifestano uno squilibrio anche di parecchi chili d’appoggio tra i due piedi, senza rendersene conto, ma quando si passa il limite iniziano i dolori.

Un altro segnale d’allarme è dato da un’oscillazione corporea alterata. Il corpo umano oscilla in continuazione, un’oscillazione troppo ampia è la spia di problematiche vestibolari, neurologiche o emotive se invece troppo ridotta di problematiche biochimiche (es. alimentari) o ancora emotive.

Tutto questo ci dice che il Sistema Nervoso Centrale, funziona come un computer, se immettiamo informazioni sbagliate si ottengono risultati sbagliati, un difetto visivo, un problema dentale, un appoggio scorretto o una qualsiasi altra malattia altereranno le informazioni immesse nel nostro sistema.

COSA FARE?

Un’attenta analisi posturale (fatta da una persona qualificata ed esperta) utilizzando apparecchiature di precisione ed un’accurata visita, ci possono dare molte informazioni su tutti i cambiamenti che si manifestano, ad esempio, con un byte, con un paio di occhiali, con un plantare, ma anche con farmaci o trattamenti vari.

I principali problemi che incontriamo sono:

1)      Visivo: Si può vedere perfettamente da vicino o da lontano, ma se la muscolatura dell’occhio fa fatica a coordinare il movimento dei due occhi, istintivamente cambiamo l’atteggiamento del capo. Un lavoro prossimale (es. programmatore di computer, segretaria, videoterminalista, orafo, odontoiatra etc.) porta a tenere tutto il giorno i muscoli del collo in tensione e giustamente la povera cervicale ne soffre.

2)      Odontoiatrico: Anche una cattiva occlusione (mancanza di denti, affollamento dentario, deglutizione scorretta) può portare ad utilizzare una posizione del capo sbagliata e conseguentemente modificare la curva cervicale … e tutto il corpo si adatta. Protesi, byte, ortodonzia ed altri interventi odontoiatrici possono essere programmati per ridurre o modificare atteggiamenti scorretti e quindi migliorare problematiche che possono manifestarsi.

3)      Otorinolaringoiatrico (vertigini): Il maggior controllore dell’equilibrio è il vestibolo, ma anche l’orecchio esterno, svolge numerose funzioni, tuttavia un problema di vertigini può avere diverse cause e solo un attento esame ci può dare indicazioni su come procedere.

4)      Ortopedico: in tutte le discipline mediche la clinica è sovrana, ma verificare la risposta del nostro organismo a qualsiasi stimolo è un qualcosa che non può essere accertato solo visivamente. Forzare una persona a stare dritta senza eliminare le cause che le fanno assumere una postura sbagliata, può essere un rimedio peggiore del male.

5)      Fisiatrico o Riabilitativo: La riabilitazione non finisce quando scompare il dolore, a questo punto resta molto da fare, poiché gli atteggiamenti assunti durante la convalescenza hanno bisogno di ricreare la memoria della postura corretta, compatibilmente con le condizioni anatomiche.

6)      Dismetabolico: si dice che il cibo è l’unico farmaco assunto per tutta la vita. Dieta non significa mangiar poco e non tutti abbiamo bisogno degli stessi alimenti. Un attento esame posturale potrà dirci se abbiamo bisogno di una visita dietologica o meno.

7)      Osteopatico o Chiropratico: E’ cresciuto in questi anni il ricorso alle medicine complementari, anche se la scienza ufficiale continua a non dare un pieno riconoscimento a tali discipline.

In Conclusione:

Un’attenta valutazione posturale permette, al professionista esperto, di verificare se una o più problematiche possono essere la causa dei vostri disturbi o dolori, oppure se le terapie utilizzate sono valide ed utili alla vostra guarigione.

                                                                                                            Dott. Corrado G. De Matteis